
Bando
Incipit inediti 2014
“La lettera Carmine non ebbe il coraggio di consegnarla nelle mani del vecchio.
La sfilò di malavoglia dalla sua borsa di cuolo, rigirandosela davanti gli occhi.
Poi si decise: con un solo balzo saltò i due gradini dell’atrio di quel palazzo con la facciata in cortina e i balconi triangolari e, raggiunte le cassette della posta, la lasciò cadere nel vano dell’interno 8.
Anche se era appena un postino, provò subito vergogna.
Di lettere cosi ne aveva recapitate altre negli ultimi mesi e sapeva ormai cosa comunicavano.
La busta era sempre prestampata e portava dietro, in grassetto, il nome del mittente.
I vecchio avrebbe capito svelto.
Aveva fatto lo stesso mestiere, da giovane, e sapeva riconoscere le notizie buone da quelle cattive.
Era gente gentile quella.
Non avevano mai mancato di offrirgli un caffè e una sedia per tirare il fiato e Carmine ci si fermava volentieri prima di continuare il giro.
Ma quel giorno andava di fretta.
Augusto, dalla portineria, lo vide allontanarsi sul motorino di servizio senza riuscire a indirizzargli nemmeno un cenno di saluto.”






