Avrò cura di te

Il romanzo, scritto a quattro mani è ispirato alla rubrica “Cuori allo specchio”, tenuta da Gramellini sul quotidiano La Stampa.

Una storia come tante,nel primo livello di lettura, Gioconda (Chiara Gamberale) detta Giò, una trentacinquenne problematica e autoreferenziale in crisi matrimoniale chiede aiuto, come ultima spiaggia, all’angelo custode Filemone (Massimo Gramellini).

L’angelo spunta fuori quasi per caso da un biglietto di ringraziamento scritto dalla nonna di Giò, ritrovato dopo la sua morte riordinando le cose della defunta.

Condizionata dalla ricerca dell’Amore Romantico ed Eterno, come quello tra i suoi nonni, Giò considera la sua separazione come un fallimento totale. L’angelo (con la minuscola per Giò), una via di mezzo fra Babbo Natale e l’illusione ottica, risponde con solerzia e Amore (questo si, con la maiuscola) alla richiesta di aiuto di Giò, proponendole non risposte facili, bensì un percorso, spesso in salita, di crescita interiore.

 

Leggi tutto: Avrò cura di te

Per dieci minuti

“Per un mese, a partire da subito, per dieci minuti al giorno, faccia una cosa che non ha mai fatto”, consigliò la psicologa a Chiara, per superare un momento di difficoltà apparentemente insuperabile.

Il libro “Per dieci minuti” di Chiara Gamberale è il diario di questo mese dipiccolesfide quotidiane; accorgimenti per ricostruire una vita che sembra andata in pezzi, per dimenticare di un sé non più attuale o forse solo per impegnare la mente, riempire un vuoto che sembra incolmabile, fare ordine.

Pochi minuti al giorno per ritrovare l’ispirazione, uscire dal bozzolo delle abitudini consolidate, accantonare la paura dell’ignoto e le convinzioni bloccanti, sorprendersi e scoprire che si può fare.

Non ho letto altro della Gamberale, l’ho solo ascoltata qualche volta alla radio(scoprendo molto tempo dopo che si trattava di lei); ho comprato questo libro perché mi ha incuriosita questa prova (cura?) dei dieci minuti e la lettura non mi ha delusa.

Leggi tutto: Per dieci minuti

Il bambino indaco

Un uomo e una donna, una bella storia d’amore, la nascita di una famiglia come quelle che fanno vendere negli spot pubblicitari, ma ciò che appare non è che un velo steso su un microcosmo deformato e distorto.

Un romanzo dal linguaggio diretto, che tocca argomenti importanti come la maternità, la libertà di scelta e la tutela dei più deboli, portando il lettore a interrogarsi in profondità, a indagare nelle proprie emozioni prima ancora che nei pensieri.

Più che risposte Franzoso con il suo romanzo evoca domande e sono quesiti non da poco...

Fino a che punto è vero il luogo comune che “i figli sono della madre”? E, se è vero, è anche giusto?

Cos’è un bambino Indaco? E’ davvero un bambino speciale, è l’ennesima moda lanciata da qualche santone o peggio è la proiezione di un ego frustrato?

Leggi tutto: Il bambino indaco

Le cose che non ho

Un vecchio proverbio recita: “i soldi non fanno la felicità”, ma per molti la ricchezza materiale è il desiderio più grande, è vista come una garanzia di stabilità e serenità, considerata ben al di sopra di tutti gli altri aspetti della vita, talvolta anche dell’amore.

Delacourt ci fa sbirciare nella vita di Jo, una merciaia quarantenne della provincia francese dall’interiorità tutt’altro che banale, ci mostra la sua zona di confort e ci racconta attraverso quali vicissitudini, più o meno drammatiche, è arrivata a costruirsela.

Come tutti anche Jo non può, però, sfuggire al cambiamento, in questo caso un sostanziale cambiamento dato da una cospicua vincita al lotto.

Non era una giocatrice, aveva imparato ad amare la sua vita anche nei momenti di noia e di malinconia, ma le sue amiche e vicine di negozio, le gemelle Danièle e Françoise,dopo aver condiviso per tanto tempo con lei i loro sogni e desideri, l’hanno convinta e lei ha vinto 18.547.310 euro e 28 centesimi, una cifra da capogiro.

Leggi tutto: Le cose che non ho